Libreria Sognalibro


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2008 Gennaio/Giugno

Iniziative

FERRARA, LIBRERIA SOGNALIBRO 7 GIUGNO
2008 Ore 21,00

Incontro con l'Autore:

Dario Pontuale

LA BIBLIOTECA DELLE IDEE MORTE
Editore IL FILO 2007

Introduce
Valentina Sonzini

L’autore di questo libro lavora come bibliotecario e ci presenta qui un testo letterario dedicato a una biblioteca sui generis. Al lettore navigato, con queste premesse, non potrà non venire alla mente il nome di Jorge Luis Borges. Ma rispetto all’intemporale, metafisica Biblioteca di Babele dell’argentino, La biblioteca delle idee morte edificata dal protagonista e io narrante di questo volume ha certo un carattere più concreto, calata nelle congiunture della nostra epoca e nelle pieghe dell’odierno mercato editoriale. Raccoglie infatti solo dattiloscritti scartati dalle case editrici, libri mai nati, fatiche letterarie altrimenti destinate al cestino. Il testo incorpora vari racconti idealmente ospitati in questa insolita biblioteca, tra i quali si inseriscono le riflessioni, i commenti, il monologo interiore dell’io narrante, che è poi l’artefice stesso della biblioteca, il responsabile unico della sua edificazione. Il tono del narratore è qui piuttosto quello della confessione. Il lettore viene messo a parte dal narratore di un segreto, svelato in un lungo discorso a voce alta che, per quanto rivolto a chi legge, ricorda però le cadenze del dialogo interiore. Un originale, divertente meccanismo narrativo che può ricordare alcuni felici esperimenti dell’ultimo Calvino, quello di Se una notte d’inverno un viaggiatore o de Il castello dei destini incrociati: tutt’altro che un gioco letterario fine a se stesso, quindi, né un semplice esercizio d’ironia nei confronti dell’industria letteraria.

(dall’introduzione di Francesco Fava)


Dario Pontuale è nato nel 1978 a Roma, dove si è laureato in Lettere Moderne presso la Terza Università con una tesi in Critica Letteraria sulla storia della critica sveviana dal titolo Italo Svevo ed una tranquilla repubblica libresca, conservata al Museo Sveviano di Trieste. Ha successivamente conseguito il Diploma di Laurea in Scienze Archivistiche e Bibliotecarie presso la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari de “La Sapienza” di Roma, elaborando una tesi di ricerca su Gli Illustratori Treves inserita nel catalogo della “Fondazione Marco Besso”. Collabora con le riviste letterarie “Aghios: quaderni di studi sveviani”, “Esperienze Letterarie” ed “Italinemo”.






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FERRARA, LIBRERIA SOGNALIBRO E L'OTTAGONO: ARTICOLI PER BELLE ARTI E RESTAURO
11 MAGGIO 2008 Ore 18,00

Inaugurazione della collettiva:


CROMATISMI DALL'ACQUAFORTE ALLO SMALTO A FUOCO


Introduce
Prof. Claudio Rambaldi

Domenica 11 maggio alle ore 18 presso la libreria Sognalibro e L'Ottagono, in via Saraceno verrà inaugurata la collettiva "Cromatismi dall'acquaforte allo smalto a fuoco" che nasce dall'esperienza di cinque docenti dell'Istituto Statale di Castelmassa: Carlo Bolognini, Fausto Bolognini, Salvatore Pititto, Claudio Scaranari, Miranda Vallini.
La mostra sarà presentata dal prof. Claudio Rambaldi che introdurrà il tema : "Dalla malleabilità del rame alla mutevolezza della superficie cromatica", il catalogo è stato curato dall'arch. Roberto Pugiotto.
E' un percorso inedito di ricerca che parte dalla lastra metallica per scoprire le possibilità comunicative dei materiali, elaborati dalla conoscenza di diverse tecniche artistiche e dal desiderio di scoprire mettere in opera a più mani le diverse sensibilità creando un'unica opera artistica.

L'esposizione resterà aperta nelle due sedi fino al 25 maggio con il seguente orario
feriali: 10-13/16-20; festivi: 16-20.





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FERRARA, LIBRERIA SOGNALIBRO 8 MAGGIO
2008 Ore 18,00

Aperitivo letterario
a cura della Libreria Sognalibro e del Gruppo Scrittori Ferraresi

Gianna Vancini e Daniele Biancardi presentano:

L'AMORE DELLA BASSA
Giovanni Negri l'uomo, l'amico, il letterato
EDIZIONI PATROCINIO Suzzara 2007

Un libro a più mani per la comunità


Perchè 55 cittadini (sarebbero stati molti di più, se non avessimo stabilito scadenze) hanno dato una risposta immediata ed entusiastica all'invito di scrivere su Giovanni Negri? Amicizia, stima, gratitudine: sono le motivazioni più ovvie. Se si considera che tra gli autori vi sono pittori, educatori, poeti, operai, amministratori, tra cui due sindaci, tecnici, critici d'ar- te, scrittori, uomini di legge, economisti, capi d'istituto, musicisti e casalinghe, cioè una qualificata rappresentanza dell'intera comunità suzzarese, viene da pensare che la spiegazione superi la ragione personale e sia più complessa e oggettiva.
Per dire meglio, alle motivazioni soggettive ne è sottesa o se ne aggiunge una più profonda che è la somma di tutte quelle individuali. Sembrerebbe prendere corpo l'ipotesi (suffragata del resto da un filo comune che passa attraverso tutti i testi) che Negri - pur assente da Suzzara da più di dieci anni - ha rappresentato e rappresenta per Suzzara un insieme di valori nei quali tutti si riconoscono. Diciamo "tutti" perchè i fatti e le idee testimoniati come da attribuire doverosamente a merito dell'opera di Giovanni Negri sono esposti e condivisi con la ovvietà di chi dice cose che si sanno o che si dovrebbero sapere.
Purtroppo non è così. La nostra società malata di presentismo tende troppo facilmente a dimenticare il passato e non si accorge di precludersi, per tale via, la strada verso il futuro: verso un futuro, intendiamo, che sia frutto di un progetto voluto, non di ciechi meccanismi passivamente subiti. I giovani che avevano dieci anni quando Negri se n'è andato e che oggi hanno vent'anni non lo sanno chi è, cosa ha fatto e perchè tanto volentieri tante persone ne parlano. Azzardiamo, allora, un'altra ipotesi, conseguenza della prima, ma più vera e consistente, che è proprio per questi giovani che nasce il libro.
Cioè, la motivazione profonda che induce a ricuperare dal passato il patrimonio ricevuto in eredità da certi protagonisti della cultura, a non allontanare il significato del sacrificio e dell'impegno in cui si sono prodigati, è il mito sempre vivo e appagante della comunità: la convinzione, insomma, che sia importante l'identità e l'appartenenza a un luogo, a una città, a una storia, a una vicenda che si evolve attraverso le generazioni e si perpetua nel bisogno di partecipazione e di solidarietà.
C'è chi la chiama "trascendenza' questa aspirazione a una dimensione superindividuale, c'è chi la chiama "intersoggettività": al di là dei nomi, è il bisogno di dare un senso e un fine all'operare concreto degli uomini per non perdersi nel mondo come soggetti anonimi, o, peggio, come oggetti di manipolazione. Ma è la cultura che stimola questo bisogno e le adeguate e coerenti risposte ad esso.
Ecco perchè uomini come Giovanni Negri che per un'intera vita hanno cercato di far capire che la vera cultura, quella che si attinge nell'esperienza diretta e nella collaborazione, può trasformare creativamente la realtà e renderla più umana, sono continuamente ricordati e proposti come esempio. Specie oggi che i grossi limiti della scuola devono essere surrogati dalla lucida e intransigente consapevolezza della comunità educante.

I curatori del libro
Ugo Azzoni, Antonio Magnani, Ivan Manfredini, Arnaldo Maravelli




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FERRARA, LIBRERIA SOGNALIBRO 19 APRILE
2008 Ore 18,00

RICAMO E TE' IN LIBRERIA

a cura di Elisabetta Holzer Spinelli ( Associazione RicamArte)
e Diane Ghirardo (Professore di Storia dell'Architettura e Storia delle Donne)

Presentazione del libro di Elisabeth Holzer Spinelli, Ricamo Estense dal Graffito ferrarese.
L'introduzione storica sarà curata da Diane Ghirardo, professore di storia dell'architettura e storia delle donne all'University of Sothen California, Los Angeles che ha conseguito due volte il premio Guggenheim per la ricerca storica grazie al quale ha potuto trasferirsi all'estero per eseguire i suoi studi.
Da alcuni anni ha concentrato le sue ricerche sugli spazi urbanistici e sociali riservati alle donne nell'Italia del Rinascimento ed in particolare nella città di Ferrara.
Il suo intervento si focalizzerà sulla produzione storica dei tessuti e la relativa iconografia. Elisabeth Holzer "aveva un sogno…svelare una piccola ma significativa parte di Ferrara" città in cui vive e lavora da anni, nel 2003 fonda l'Associazione RicamArte, e da allora gestisce ed organizza corsi di ricamo.
La sua personale ricerca nella storia, nella cultura, nelle arti e nelle tradizioni della Ferrara rinascimentale la conducono ad elaborare una personale espressione artistica: il Ricamo Estense.
Il libro prende spunto dal graffito ferrarese realizzato sulla ceramica in uso dal XIV al XVI secolo nel ducato estense, con i suoi eleganti ornati, i raffinati contrasti e le splendide armonie di colori,
il ricamo crea un ponte tra passato e presente. Saranno esposti i nuovi lavori della Scuola e l'autrice eseguirà alcuni esempi di punti ornamentali





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FERRARA, LIBRERIA SOGNALIBRO 30 MARZO
2008 Ore 16,00

Visita guidata al Museo della Cattedrale di Ferrara

A cura di Elisabetta Concetta Gulino
Guida turistica autorizzata: info@elisabettagulino.it


Il Museo della Cattedrale di Ferrara è ubicato in via San Romano, a pochi passi dalla Cattedrale di San Giorgio. Raccoglie alcuni capolavori provenienti dalla cattedrale stessa.
Il museo venne istituito nel 1929 ed ha riaperto recentemente nella nuova sede della ex-chiesa di San Romano (della quale oltre che all'aula della chiesa resta un pregevole chiostro attorno al quale sono disposte alcune sale del museo e la biglietteria). A San Romano erano un tempo ospitati i monaci benedettini dell'abbazia di Fruttuaria, prima di passare ai Canonici Regolari di sant'Agostino.

La prima sala è situata al primo piano, sopra la biglietteria, ed espone codici miniati tre-quattrocenteschi (un innario, un salterio e ventidue corali atlantici rinascimentali, miniati da Guglielmo Giraldi, caposcuola locale, da Jacopo Filippo Argenta, Martino da Modena e Giovanni Vendramin), materiali lapidei vari, tra i quali i resti di un ambone longobardo dell'VIII secolo e un ritratto di Giovanni Bessarione a bassorilievo, realizzato dopo la sua presenza in città durante il Concilio di Ferrara (1437). Qui si trova anche una ricostruzione di come avrebbe dovuto apparire il campanile, con la cella superiore a base circolare mai realizzata.

Alla seconda sala, coperta da volte a crociera dipinte, si accede dal chiostro: conserva alcuni pregevoli reliquiari del XIV e XV secolo, paramenti sacri ed una Madonna col Bambino.

La terza e ultima sala è l'aula della chiesetta e conserva i maggiori capolavori:

Le due ante dell'organo della cattedrale di Cosmè Tura, con il San Giorgio e la principessa da un verso e con un'Annuncianzione inquadrata in una splendida architettura in prospettiva dall'altra (1469). Si tratta di una delle opere più famose della scuola ferrarese.

Il ciclo dei Mesi, proveniente dalla Porta dei Mesi della cattedrale (distrutta nel Settecento). I vari altorilievi con le personificazioni e le attività agricole legate ai mesi sono opera dell'anonimo Maestro dei Mesi (attivo tra il 1220 e il 1230 circa), tra le più importanti figure nella scultura italiana del XIII secolo, anello di congiunzione tra Benedetto Antelami e Nicola Pisano.

La Madonna della Melograna di Jacopo della Quercia (1406).

Una serie di otto splendidi arazzi, della metà del Cinquecento, con le storie di san Giorgio e di san Maurelio, eseguiti a Ferrara dalle manifatture estensi guidate dal fiammingo Johannes Karcher su cartoni del Garofalo e di Camillo Filippi.

Un capitello con le Storie di San Giovanni Battista, duecentesco, sempre dalla Porta dei mesi.

Altri materiali lapidei (Maestri Comacini, Maestri Campionesi e un pannello attribuito a Nicholaus).



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FERRARA, LIBRERIA SOGNALIBRO 26 GENNAIO
2008 Ore 21,00

Cena lettaria e presentazione del volume:

PEPOLI E BENTIVOGLIO NELLA TERRA DI TRECENTA
Storia della possidenza fondiaria e degli edifici più insigni

di Michelangelo Caberletti

Vincitore del Premio Francesco Ravelli
VIII Edizone - 2006


Introduce il libro:

Prof.ssa Diane Ghirardo
Docente di Storia dell'Architettura dell'Università di Los Angeles, California



Leggi la premessa di Michelangelo Caberletti



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