Libreria Sognalibro


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Rassegna stampa: 29 Ottobre 2008

Dalla filosofia del pangrattato a quella dei "porci comodi"

Gli incontri culturali a "Il Sognalibro" alla ricerca della cucina "dimenticata".


Ormai si sta consolidando come punto di riferimento culturale in città: si tratta della libreria "Il Sognalibro" a Ferrara in Via Saraceno, dove si può dibattere con l'autore il frutto delle sue fatiche; gli astanti accomodati su una generosa poltrona, fino a che la si trova libera e, i rimanenti, in piedi, appoggiati alle scaffalature che ospitano volumi di ogni genere, anche qualche classico di autore straniero proposto in lingua. Cordiale "padrona di casa" è Serenella e, nel ruolo di animatore, l'ingegner Gianluigi Magoni. L'ultima occasione è scaturita dall'uscita di un nuovo libro di Ivanna Rossi, scrittrice di Reggio Emilia, legata sentimentalmente alla ferraresità. La scrittrice reggiana è laureata in Filosofia, con esperienze di assessore comunale alla cultura e giornalista turistica. Il libro presentato all'ultimo appuntamento "La filosofia del pangrattato", è un viaggio umoristico-gastronomico articolato tra i piatti della nostra cucina, quelli nobili e quelli meno nobili. Riuscitissima e divertente la presentazione del libro affidata all'ingegner Gianluigi Magoni, sempre pronto a cogliere argutamente i punti più reconditi delle opere, valorizzandoli. Il noto professionista ferrarese, avviandosi alla conclusione del proprio intervento, ha aggiunto: "Finora del libro ho parlato poco e in fondo anche di Ivanna ho parlato paco; diciamo che le ho girato intorno per creare l 'atmosfera e per dare un'idea della persona. Ebbene, parafrasando Omero, Ivanna è donna dal multiforme ingegno. I suoi scritti sono di vario genere, spesso pezzi di colore e descrizioni di ambiente, sempre scritti in punta di penna; ma qui ci interessano i libri di cucina, che si esprimono per mezzo di rievocazioni, di riflessioni e, naturalmente, di ricette. Alcune di queste sono "ricette in via di estinzione", ma Ivanna riesce a rivitalizzarle riportandole all'attualità, sia con la propria accattivante esposizione, ma anche grazie alla capacità di far comprendere come ogni cosa che si perde dell'esperienza del passato sia, poi, una perdita di cultura. Naturalmente, anche se talvolta raffinate, l'impronta di queste ricette è quella della cucina popolare, quella di una tradizione che seguiva il volgere delle stagioni e con i prodotti dei vari periodi scandiva le feste importanti (mentre oggi si mangiano i cappelletti anche il giorno di ferragosto); oltre al "non buttare via niente", quella cucina aveva anche due altre caratteristiche: la fantasia e l'arguzia. La fantasia. perché senza questa non si spiegherebbero né l'arguzia, né la creatività del tocco personale". La circostanza è stata colta per ricordare la ristampa di un successo di Ivanna Rossi, successo del quale, qualcuno ha già scritto:Ivanna Rossi ha fatto i suoi Porci Comodi Venti fa, in veste di assessore alla cultura del Comune di Reggio Emilia: una delle il prime iniziative pubbliche in cui si indagava il maiale come fatto di cultura, come bestia, ma anche come metafora, come giacimento di significati, tradizioni, sapori. Replica ora con questa godibilissima guida-manuale del Continente Maiale in seconda edizione completamente rinnovata. In uno stile leggero e divertente, anche quando parla di dietetica e liquami, tra un flash e una folgorazione, una citazione e un "vade retro", fornisce un centinaio di ricette per carnivori incalliti (come le vulve trifolate) e per quasi vegetariani (come il bacio del maiale, messa direttamente a punto dall'autrice).



Redazione de Il Centro 29 Ottobre 2008




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