Menu principale:
Vetrina
LE PROPOSTE DEL MESE
Prefazione
Con il profondo lento respiro che la descrizione dei codici impone a chi, pur con assiduità, vi si dedichi, la Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara annota oggi nelle sue cronache un ulteriore risultato: la pubblicazione del Catalogo degli Statuti, una raccolta organica di codici tardomedievali e moderni che, descritta secondo il programma "Manus" dell'Istituto Centrale per il Catalogo Unico (ICCU - Roma), è dunque disponibile nel formato elettronico e in questo tradizionale cartaceo. La formula ripropone il modello sperimentato con un primo volume pubblicato nel 2002 dal titolo Manuscripti, dedicato a 80 codici contenenti autori della Classicità greco-latina. Il progetto di catalogazione con "Manus", , secondo un programma pluriennale di cui diedi enunciazione proprio nella Prefazione a Manuscripti, prevedeva interventi in sequenza, per raggruppamenti tematici, dai codici liturgici a quelli di carattere statutario o giuridico-normativo. Il programma è andato dunque avanti, sicché oggi è la volta dei manoscritti riguardanti le arti e i mestieri cittadini. La raccolta statutaria è cospicua per numero e pregevole per la molteplicità delle arti rappresentate nonché per le qualità formali dei suoi manufatti (miniatura, scrittura, legatura, etc.). Il più consistente nucleo di manoscritti è di originaria provenienza dall'Archivio Storico Comunale ove i codici erano un tempo custoditi come documenti amministrativi; c'è poi un'altra e più piccola parte, di diversa sedimentazione. Di ogni loro movimento dà preciso conto Mirna Bonazza, curatrice del Catalogo.
a cura di Enrico Spinelli
Dirigente del Servizio Biblioteche e Archivio Storico
Leggi per intero l'introduzione
ManuStatuta
a cura di Mirna Bonazza
Ferrara Centro Stampa
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Quando le donne hanno cominciato a scrivere? Certamente molto tempo fa, ma all'inizio erano di gran lunga meno numerose degli uomini e incerte perché "non andavano a scuola" o ci andavano raramente. Stiamo parlando di tempi lontani, ma nei secoli dopo il Mille - quando l'Europa "decolla" per usare l'espressione di Le Goff - il numero delle donne che scrivono comincia a crescere: emergono autentiche scrittrici, autrici di biografie, di mistica e di riflessioni politiche, di poesia e di teatro. Nella scrittura femminile, come si vedrà in questo libro, si evidenzia uno stile particolare e distinto da quello usato dagli uomini. È una differenza di prospettiva e di modi destinata a permanere nella letteratura europea per molti secoli, un carattere giudicato, fino a non molto tempo fa, troppo emotivo, sentimentale e "soggettivo" ... Da chi? Dal pubblico e dai critici maschili ovviamente. Si tratta invece - noi crediamo - di un modello culturale distinto da quello prevalente: la scrittura femminile nasce con caratteri e motivazioni differenti rispetto a quella "di maggioranza", la scrittura maschile. Su quali temi scrivevano le donne di allora? D'amore e di etica come Eloisa, di cosmogonia, biologia e medicina come la immaginifica Ildegarda di Bingen, di teologia come, temerariamente, Margherita Porrete, di storia, di pace e di guerra e della parità naturale dei sessi come la straordinaria Christine de Pizan... Separate dal resto del mondo le donne religiose scrivevano e dettavano le loro riflessioni alte e pervase da un'affettività singolare; isolate nell'eleganza della corte le nobili componevano i testi più vari tessendo una rete di relazioni che contribuirà a segnalare un'alterità letteraria nuova; nelle loro comode case borghesi le mogli dei mercanti scrivevano lettere o le dettavano, comunicando con donne di altre città su problemi familiari ed economici, ampliando così lo spazio della loro influenza. Attraverso la scrittura le donne uscivano dunque dal territorio domestico entrando a piccoli passi nella gestione della cultura e della società e diventavano finalmente una presenza non più "tacita e muta".
Mt. Fumagalli Beonio Brocchieri
Donne e scrittura dal XII al XVI secolo
di AA.VV.
Lubrina Editore Bergamo
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Dal 1598, anno della Devoluzione alla Santa Sede, per arrivare fino al 1699, il presente saggio focalizza la propria attenzione su quello che era all'epoca il territorio di Ficarolo, ritenuto da sempre importante da parte di Ferrara per la sua difesa e per il controllo della navigazione sul fiume Po. Seguendo le vicende quasi anno per anno, queste pagine, pur se raccolte attorno ad argomenti particolari, vogliono tracciare un quadro unitario, offrire una lettura che, partendo dall'ambito locale, si spinge verso l'assai più ampia realtà del nostro Paese. Inseriti in un contesto storico di vasto respiro, si ripercorrono fatti di importanza locale, si esaminano i decreti, gli atti, i bandi, le annotazioni che ci permettono di osservare situazioni e condizioni di vita dell'epoca.
Il territorio di Ficarolo e Gaiba
di Luciano Pigaiani
Nuove Carte
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Le protagoniste di questo volume - principesse, sovrane di piccoli Stati autonomi, parenti di papi e cardinali, feudatarie e patrizie - sono tutte molto attive nella società politica del Rinascimento italiano: organizzano corti e accademie, governano come reggenti, partecipano alla lotta politica, in alcuni casi sono addirittura alla testa di piccoli eserciti. Donne di potere nel Rinascimento non costituisce tuttavia una raccolta di biografie di donne illustri, bensì la dimostrazione della "normalità" di un nesso tra le donne dell'aristocrazia italiana e il potere. I contributi qui raccolti mostrano infatti come, nella complessa articolazione dei poteri dell'antico regime, queste gentildonne assunsero - accanto ai loro padri, fratelli, mariti, figli e nipoti - ruoli di rilievo politico all'interno della sfera pubblica. Ma raccontano anche del loro potere informale, legato alla socialità femminile, di un potere "discorsivo", delle "emozioni", come obblighi affettivi, di onore e fedeltà, che legavano gli individui di un gruppo, o anche del potere dell'amore.
Contributi di E Ambrosini, Ch. Antenhofer, L. Arcangeli, A. Barbero, B. Borello, Th. Brero, S. Cabibbo, C. Casanova, L. Casella, M. Cassese, S. Chojnacki, N. Covini, E Daenens, B. Edelstein, S. Feci, V Fiorella, M. Folin, D. Ghirardo, E Leverotti, M. Miretti, E. Nova Chavarria, E. Papagna, S. Peyronel, D. Raines, R. Sacchi, Ch. Shaw, A. Smith, A. Spagnoletta, E. Welch, G. Zarri.
Letizia Arcangeli insegna Storia degli antichi Stati italiani presso l'Università degli Studi di Milano.
Susanna Peyronel insegna Storia dell'eta della Riforma e Controriforma presso l'Università degli Studi di Milano.
Donne di potere nel Rinascimento
a cura di Letizia Arcangeli e Susanna Peyronel
Editore Viella
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
La tavola è stata il nostro primo altare, oggi è una biblioteca che non sappiamo più leggere. Un tempo la fame guidava gli uomini alla ricerca di se stessi, poi venne l'apparente abbondanza mercantile e gli atti alimentari sono degenerati in rappresentazioni che la modernità ha risolto in un puro desiderio senza oggetto. Dai buoi delle pitture rupestri di Lascaux ai macinati di c.a.n.i. (composti alimentari non identificabili), con i quali nell'indifferenza generale si confeziona la stragrande quantità di alimenti del XXI secolo, non sono passati che un pugno di secoli. Eppure, mai come oggi il cibo è pura forma, non più soddisfazione di un bisogno e neppure appagamento di un desiderio. Una forma che ha perduto ogni legame con quella rete di significati sovrapposti al cibo che ha fatto la storia della nostra "cultura alimentare".
Le figure del godimento
Cultura materiale e arti cucinarie
di Gianni-Emilio Simonetti
Edizioni DeriveApprodi
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Menu di sezione: