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Cromatismi

Pubblicazioni

Dalla malleabilità del rame alla mutevolezza della superficie cromatica; dalla cangianza materica alla texturizzazione e al ricamo morfologico della carta.
Un percorso di ricerca; una indagine sulle possibilità comunicative dei materiali "malleati", piegati nella forma e costretti all'indizio della significanza. Dal malleus-maglio dei latini per ridurre a strati il materiale,
al malleolus-dardo incendiario atto a dare forma
attraverso la fiamma oppure a dare colore col calore attraverso i forni.
Passare dal sembiante delle polveri vitree crude al loro viraggio attraverso l'alta temperatura.


L'impegno di un gruppo di docenti, armati della conoscenza di svariate tecniche operative, per cercare la scaturigine delle immagini nelle fonti remote del caso o negli effetti scientemente cercati. Questo era il programma. Quasi un manifesto. Che conteneva le regole di un modo per aggiornare ed affinare esperienze nella comunione del momento creativo; o godere degli effetti inesplicabili dei processi che solo all'ultimo disvelano il loro risultato sorprendente o appagante che sia.
II gioco e l'a-b-c delle tecniche sapienziali tramandate nei secoli.
La scoperta o la conferma di un risultato, la empirica determinazione del tempo di una morsura, l'ironico impiego di elementi di cui si alimenta, come il caffè, o il vino, per dimostrare che il pittore sceglie i suoi pigmenti da dove diavolo vuole per poi piegarli al tocco delle screziature o alla rilucente preziosità della polvere d'oro.


Il punto di partenza: la lastra di rame.
Le risorse: quelle umane, tecniche e culturali di cinque insegnanti dell'Istituto d'Arte di Castelmassa che decidono di partire dalla lastra per scoprire fino a che punto o dove si può approdare dopo un viaggio intorno al desco di un laboratorio d'arte o meglio di tèchne; quelle materiali disponibili nella officina del fare. Le fonti: l'esperienza dell'artigiano e l'intreccio sublime tra la forma e il suo significato, indagato dall'artista.
L'obiettivo: cosa c'è ancora da scoprire oltre agli esempi conosciuti; quanto si possono contaminare e influenzare le singole abilità o gli alfabeti personali lavorando gomito a gomito non sbirciando furtivi il lavoro del collega, ma predisponendosi a recepire i suoi insegnamenti.
Lo hanno definito un corso di auto aggiornamento. L'aggiornamento è insito in colui che opera quotidianamente solo se riesce a fare tesoro delle piccole varianti che i risultati del suo lavoro gli appalesano.
L'esperienza fatta appunto per experire, per tentare, provare, per mettere in opera attraverso una esecuzione a più mani, appartiene invece ad un ben diverso e più elevato livello. Mettere accanto l'architetto allo scultore, il pittore all'orafo per setacciare col lavoro comune ciò che, nel linguaggio multimediale corrente si intende col mettere in rete, è stata la scommessa e forse anche il timore provato, perché ognuno è proteso alla salvaguardia del proprio bagaglio tecnico. L'artista è tuttavia consapevole che la creatività dà quasi sempre il risultato del ri-creare, del dare veste nuova a ciò che l'occhio ha colto nell'universo dei segni e che la mente rielabora per poi guidare la mano che a sua volta impiega gli strumenti per dare forme inedite alla materia.


La presente mostra dà conto di diverse sensibilità, di prove e riprove, di giochi di campiture, di effetti casuali o solo apparentemente tali, di crittogrammi, di segni che sgorgano dalla morsura acida del metallo o dalla lieve sottrazione di materia operata col bulino. E' in mostra tutto quello che si è potuto fare partendo da una piccola lastra di rame tenero, malleabile docile alla trasformazione. Come nel campo
della composizione musicale sono state eseguite le varianti sul tema:
da Mirò a Le Corbusier, da Klee a Turner; dal rigore della figura geometrica alla leggerezza di influssi cromatici d'oriente; dalla spazialità tiepolesca alla disciplina della Bauhaus.


Carlo Bolognini ha voluto agire fra i due poli del pittorico e del pittoresco.
Miranda Vallivi ha voluto tradurre le geometriedi Klee nella trasognante lucentezza deglismalti.
Fausto Bolognini ha dato conferma della sua predilezione per la "poesia al tratto" cavando dalla lastra e dall'inchiostro calcografico le immagini di una Venezia altra.
Claudio Scaranari vuole divertirci facendo "camminare i pesci" ma di fatto facendoci invidiare la dimensione infantile come reale modalità
di salvezza.
Salvatore Pititto da architetto si trasforma curatore di un abbecedario nei cui indici ci sono i segni distintivi dei grandi maestri del '900.



Castelmassa Aprile 2008


Claudio Rambaldi



Cromatismi: materia e superficie
Catalogo della rassegna
a cura di Claudio Rambaldi e Roberto Pugiotto
Di Scaranari - Sognalibro Casa Editrice e Libreria
Ferrara © 2008

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