Libreria Sognalibro


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Dicembre 2008

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LE PROPOSTE DEL MESE

Questo volume di Atti apre una meritoria iniziativa voluta e sostenuta dalla Provincia di Ferrara e dalla Istituzione Castello Estense di Ferrara: l'analisi e lo studio delle "Delizie" estensi, necessario preludio per il restauro e la valorizzazione di un importantissimo patrimonio storico-paesaggistico di Ferrara e del suo territorio. L'impresa editoriale assunta dalla casa editrice Olschki assicura una qualità difficilmente reperibile nel panorama contemporaneo.


a cura di
Gianni Venturi e Francesco Ceccarelli



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Delizie in Villa
Il giardino rinascimentale e i suoi committenti
a cura di Gianni Venturi e Francesco Ceccarelli
Leo S. Olschki



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Quali sono le oligarchie che stanno dietro alla costruzione delle esclusive "acropoli" di Los Angeles? Perché le riviste d'architettura parlano di certe opere, e non di altre? Perché l'architettura rivestita in metallo, poi resa famosa da Gehry, nasce a Houston? A chi venne in mente di vestire gli immigrati messicani di Los Angeles come comparse di un film in costume? Negli scritti qui raccolti, Diane Ghirardo, storica e critica dell'architettura contemporanea, propone un'analisi appassionata e impietosa dei rapporti che legano architettura, città e società statunitense tra la fine del XX e gli inizi del nuovo secolo.





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Dopo il sogno
Architettura e città nell'America di oggi
di Diane Ghirardo
Umberto Allemandi & C.



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Il contenuto di questo libro rappresenta il perfezionamento della ricerca storica che, con analogo titolo, è stata giudicata vincitrice del Premio Ravelli 2006, con la seguente motivazione: "Il saggio ricostruisce, con l'ausilio di un'ampia documentazione archivistica e iconografica, la vicenda storica ed architettonica dei possedimenti nobiliari delle famiglie Pepoli e Bentiuoglio nella Terra di Trecenta, mettendo in evidenza sul lungo periodo, patrimoni, strategie matrimoniali e destini di due grandi casate nella Transpadana Ferraraese. Il carattere inedito della documentazione a sostegno del saggio, rende il lavoro di ricerca compiuto da Michelangelo Caberletti, particolarmente apprezzabile e significativo."



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Pepoli e Bentivoglio nella Terra di Trecenta
di Michelangelo Caberletti
Premio Francesco Ravelli - VIII Edizione
Comune di Ficarolo - Archivio Premio Ravelli



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Anche se la folle e potente gioia rappresentata dall'antica divinità cui i greci diedero il nome di Dioniso, la sua conoscenza priva di pensiero e di ragione, la sua libertà infinita che non conosce limite alcuno non può essere per sua natura tradotta in parole né mediata da scritti, questo libro cerca, addentrandosi negli affascinanti miti o culti tramandatici in proposito, di testimoniare l'esistenza, almeno in tempi remoti, di stati d'essere e modi di sentire caratterizzati dall'amoroso ed armonico impeto simboleggiato da questo Dio e dal suo corteo ebbro e felice. Le leggende dionisiache raccolte in questo scritto sembrano riportare, come un antico sentiero non percorso da molto tempo e dunque ormai cancellato e reso invisibile da un folto rigoglio di erbe, in un mondo lontanissimo, oggi quasi inimmaginabile, primordiale, selvaggio, naturale, istintuale, un mondo privo delle regole e delle leggi imposte dalla cosiddetta civiltà, antecedente al sistema delle convenzioni sociali, non dominato dalla logica, dalla ragione, dalla materialità o dal denaro, perciò completamente opposto a quello odierno. Una realtà in cui alcune fortunate donne sapevano ancora sentirsi libere come animali selvatici, abbandonare il pensiero, incantarsi, smarrire la propria limitata individualità personale in un Amore infinito ed eterno, conoscere Eros dentro se stesse come un soffio divino, un entusiasmo sacro che imperversa come un forte vento portando via ogni nube, travolgendo ogni pesantezza od ostacolo e rendendole tutte sorelle, differenti manifestazioni di una medesima luminosa essenza. Alcune fanciulle seguendo Dioniso nella foresta, abbandonando casa, famiglia, buon senso, perbenismo, serietà, normalità, e insomma tutto ciò che impedisce di conoscere dentro questo Dio ebbro oltre ogni misura"che rende folli le donne", sembra potessero raggiungere dimensioni di gioia e di luce, oltre il corpo e la mente, di estatica, fatata beatitudine, fino a conoscere un'antica, immensa, impagabile libertà femminile che oggi sembra non essere più possibile.Nonostante i tempi tuttavia, di tale libertà qualche rara fanciulla potrebbe percepire istintivamente una struggente nostalgia ed a questa ipotetica sensibile lettrice pare rivolgersi un libro simile, che potrebbe essere inteso come un tentativo di incoraggiamento a non abbandonare mai quella difficilissima ricerca, cui tutta la società contemporanea si oppone sistematicamente, volta a tentare in ogni modo di "ritrovare nel profondo un'energia imprevedibile, improvvisa, sconvolgente e gioiosa paragonabile ad un forte vento che infuria in una foresta selvaggia e vergine, a un animale selvatico che corre nel folto di un bosco, alla picchiata d'un rapace, o al frangersi imperioso di un'onda sullo scoglio, quell'energia multiforme cui gli antichi Greci diedero il nome d'un Dio, Dioniso".


Leda Bearné, nata in Francia nel 1971, dopo aver studiato antropologia e lettere antiche a Milano, ha compiuto numerosi viaggi dentro e fuori d'Europa per approfondire il suo radicato interesse verso la mitologia e le tradizioni di diverse civiltà, visitando i principali siti archeologici esistenti. Ha soggiornato per un lungo periodo a Creta, ed un altro in Bretagna sempre in funzione delle sue ricerche. Attualmente vive e lavora tra Milano ed un piccolo paesino nelle Alpi francesi in cui si ritira periodicamente per dedicarsi ai suoi studi. Le Edizioni della Terra di Mezzo hanno già pubblicato la sua opera: "Le Vergini arcaiche".



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Dioniso e le Donne
di Leda Bearné
Edizioni della Terra di Mezzo



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Introduzione

Esce finalmente, dopo una gestazione venticinquennale, il più ricco glossario dell'emiliano antico oggi disponibile: da una miriade di documenti che risalenti al Trecento o ai due secoli successivi sono in massima parte conservati all'Archivio di Stato di Modena, erede dell'Archivio estense, Giuseppe Trenti, col dispiego di tutta la competenza archivistica e le conoscenze dialettologiche di cui notoriamente dispone, ha ricavato almeno diecimila lemmi; "parole difficili" che in primo luogo era necessario spiegare a beneficio di chi si accosta alle carte antiche senza una specifica preparazione linguistica o dialettologica. Già può essere arduo decifrare quelli che Muratori chiamava "scomunicati caratteri" dei secoli andati; ma se a questa prima difficoltà si aggiunge quella di non capire il significato delle parole, perché troppo tecniche o appartenenti a un mondo ormai lontano da noi, a mestieri che non si fanno più, a oggetti o stili di vita, cibi, medicamenti finiti fuori gioco nella nostra civiltà post-tutto, insorge il pericolo che il volenteroso lettore-ricercatore di pezzi antichi abbandoni l'impresa, togliendo a sé e agli eventuali fruitori delle sue inchieste parte almeno e dell'utilità e del diletto di penetrare integralmente la vita dei nostri antenati.


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Voci di terre estensi
Glossario del volgare d'uso comune
di Giuseppe Trenti
Edizioni Fondazione di Vignola



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Introduzione

Il baco da seta, detto anche filugello, è stato per secoli una presenza costante delle nostre campagne ed ha coinvolto nell'allevamento, nel commercio e nella trasformazione in sete preziose intere popolazioni. Nelle memorie dei vecchi ritorna ancora il ricordo dei risparmi investiti in un ditale di seme, la schiusa dei bacolini nel seno delle loro donne, l'attività dei figlioli affaccendati nella raccolta delle foglie di gelso, la partecipazione e la cura costante dedicata da tutto il nucleo famigliare all'allevamento di questo laborioso ed utile insetto. Sfumano invece nel tempo le memorie del mercato, detto il Pavaglione, nel quale il lavoro dell'allevamento si traduceva in sonante moneta, ma si possono ancora trarre dalla viva voce di chi le ha vissute le testimonianze del duro lavoro della filanda, che ha cessato di esistere verso la metà del Novecento nell'ultimo opificio di Spilamberto. All'inizio di quel secolo, nonostante l'evidente declino, l' Italia vantava un posto rilevante in Europa nella produzione dei bozzoli e nella lavorazione della seta. Il regime fascista, facendo leva sui valori autarchici, tentò di risollevarne le sorti per ricondurre questa nobile arte ai fasti dei secoli d'oro quando le nostre città ne traevano immensi guadagni e dettavano le regole a tutto il mondo. Poi, in brevissimo tempo, quel mondo è scomparso e si sono perdute anche le tracce di quell'operosità che, a differenza di altre attività del passato, ha lasciato pochi strumenti di lavoro da conservare nei musei della civiltà contadina, perché la sua fortuna era affidata al prodigio del lavoro dei bachi e alle cure amorose di chi li accudiva. Restano però gli abiti sontuosi, gli addobbi e i paramenti religiosi, i ricami che le popolane, utilizzando i cascami, si concedevano talvolta sui loro abiti da festa. Nasce così il desiderio di ricercare i percorsi lungo i quali quel miracolo si è perfezionato per conoscere le vicissitudini e l'ingegno delle nostre popolazioni, le sue ansie e le sue aspirazioni e il racconto assume talvolta i contorni della leggenda e della favola.


Fili di Seta
Preziosi come l'oro
di Giovanni Santunione
Edizioni Il Fiorino



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Nel passato i ragazzi costruivano da soli i propri giochi con i materiali più poveri, dando sfogo alle loro immense risorse di manualità e creatività. Queste potenzialità appaiono oggi soffocate dai giochi prefabbricati che favoriscono la passività e limitano la fantasia. La presente raccolta vuole offrire un contributo per la riscoperta di questo antico patrimonio ed insegnare a ricostruire i giochi perduti, per il diletto dei giovani, il piacere degli adulti, cultori delle tradizioni e la soddisfazione dei genitori che amano giocare con i propri figli. Essa riunisce piu di 100 giochi realizzati dal gruppo del presepio di Piumazzo, in provincia di Modena, che ne ha sperimentato la grande efficacia e le possibilità di impiego nelle sue manifestazioni natalizie. Il gruppo è a disposizione di coloro che ne faranno richiesta, per mostre e rassegne, rivolgendosi all'autore.



Il libro dei giochi di una volta
Come costruirli
di Giovanni Santunione
Edizioni Il Fiorino



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