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Vetrina
LE PROPOSTE DEL MESE
Mal si comprenderebbe la posizione storica del libro se non si prestasse la giusta attenzione a un dato importante: l'autore del Ritratto è poeta egli stesso, lo è già da vent'anni prima della pubblicazione del trattato, e lo sarà ancora dopo. Egli scrive il libro quando l'epoca della poesia che ritrae è ancora in corso, quando i problemi da lui discussi non hanno ancora ricevuto soluzione. Lo scrive, di conseguenza, diversamente da come potrebbe scriversi sul marinismo a distanza di tre secoli, poiché egli scrive "dal di dentro", per riprendere una efficace formulazione, "delle contraddizioni e della crisi del marinismo". Ne discende che il libro, nel momento in cui vuole essere una guida per i giovani poeti, voglia essere anche una proposta di poetica e una vetrina di modelli da imitare; che si offra, cioè, come una soluzione ai problemi in discussione. Tutto ciò, si badi, non è immediatamente visibile, poiché il testo appare asciutto e affatto oggettivo, quasi che i consigli e gli esempi che vi si trovano fossero gli unici possibili; ma quella apparente oggettività è il frutto di tagli ideologicamente connotati il cui contenuto va reintegrato per comprendere la posizione storica del libro.
Il ritratto del Sonetto e della Canzone
di Federigo Meninni
a cura di Clizia Carminati
Argo Editore
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"Le donne sono le Erinni, le Amazzoni; le Semiramidi, le Giovanna d'Arco, le Jeanne Hachette; le Giuditta e le Carlotta Corday; le Cleopatra e le Messaline; le guerriere che combattono con più ferocia dei maschi, le amanti che incitano, le distruttrici che, spezzando i più deboli, agevolano la selezione attraverso l'orgoglio e la disperazione, "la disperazione che dà al cuore tutto il suo rendimento"".
Manifesto della Donna futurista
di Valentine de Saint-Point
Editore Il Melangolo
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Nel territorio sterminato della letteratura favolistica spicca il ruolo di Gualtiero Anglico, l'Aesopus latinus dell'Europa tardo-medievale. Gli eleganti componimenti del precettore di Guglielmo II di Sicilia, a partire dalla seconda metà del 300, grazie all'ardita ermeneutica di un mercante toscano vicino agli ambienti domenicani, conobbero una fortuna eccezionale nella pur vasta letteratura popolareggiante dell'epoca. Il `bestiario' esopico viene così sottratto all'anonimato di un simbolismo stereotipato e tuffato impietosamente nella storia tumultuosa delle aspirazioni mercantili e degli antagonismi tra ordini religiosi: la rondine e il nibbio, il lupo e la ranocchia, ma anche le antiche storie della matrona di Efeso e del bambino di neve, possono perciò divenire uno straordinario metatesto che la generosa prosa toscana piega ai canoni di un moralismo da predicazione.
Uomini e bestie
Le favole dell'Aesopus latinus
di Gualtiero Anglico
Argo Editore
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Questo libro sarà per voi una rivelazione perché vi troverete tutto quello che non avete mai letto nei testi di botanica o di giardinaggio, tutto quello che non avete mai saputo - e nemmeno sospettato - dei semi, delle erbe, dei fiori, degli ortaggi, dei frutti, degli alberi, di cui l'autore racconta le origini leggendarie, rievocando e riciclando in modo comprensibile a tutti, episodi della mitologia classica, credenze religiose del lontano passato, testi letterari e tradizioni dei popoli antichi. Scoprirete così che i primi ad essere "avvinti come l'edera" furono i pirati etruschi, che l'aroma del caffè fu apprezzato la prima volta non dagli uomini ma dalle capre, che i pascià ebbero l'idea dell'harem osservando gli amori delle palme da datteri, e che Maratona - dove Milziade sconfisse i Persiani in una memorabile battaglia - si chiamava così perché era un campo di finocchi.
Scoprirete che nella storia antica delle piante, non è il verde" il colore predominante. Tutt'altro: a volte si tratta di una storia "rosa", o anche di un romanzo "giallo". ...quando non si tratta di una vicenda "a luci rosse".
Giorgio Batini è uno dei più popolari giornalisti e scrittori della Toscana, è nato 85 anni fa nella campagna fiorentina, e scrive da oltre sessanta. Laureato in legge, è stato capo cronista e inviato de "La Nazione", corrispondente e collaboratore d'importanti giornali per oltre mezzo secolo, ha fatto parte del primo consiglio toscano dell'Ordine dei Giornalisti, ha realizzato una cinquantina di pubblicazioni sui più diversi argomenti dalla natura alla storia, alle tradizioni, al turismo, all'arte, all'antiquariato, e tra i suoi maggiori successi si ricordano quelli ottenuti con volumi sui fantasmi italiani, il brigantaggio, le faide comunali, le usanze etrusche, i giochi di una volta, le scritte antiche, gli eventi prodigiosi, le storie dei fiumi, le curiosità di città e paesi, le erbe selvatiche e i funghi, la cucina popolare. E' stato fra i primi a rievocare il passato attraverso le vecchie immagini e ha pubblicato e commentato in speciali Album de "La Nazione" migliaia di fotografie dell'800 e dei primi del '900. Apprezzati dalla critica anche alcuni suoi volumi di narrativa con la rievocazione della vita e del costume del passato. Per la nostra casa editrice ha pubblicato Beati loro. Vita, morte e miracoli di Santi e Beati della Toscana (2001), Il Gran Barone. Piccole storie di grandi toscani (2002), La zia Ermellina. Cinque storie da non credere (2003). Attualmente Giorgio Batini è Direttore Responsabile della rivista "Toscana Qui" di cui è stato tra i fondatori oltre vent'anni fa.
Le radici delle piante
Erbe, fiori, frutti, alberi, nel mito e nella leggenda
di Giorgio Batini
Edizioni Polistampa
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